July 20th, 2005 at 14:15
Posted by Mattia in riflettiamo

Qualcuno di voi l’avra’ letto su qualche giornale, forse in Italia il telegiornale ne ha dato notizia, o forse no, per evitare fenomeni di emulazione.
Ciro Milani, 26 anni, informatico si e’ tolto la vita l’11 di questo mese. Notizia di cronaca, ma essendo un mio coetaneo ed anche informatico mi sono sentito particolarmente vicino alla vicenda.
Tragico e’ stato scoprire che Ciro aveva accuratamente pianificato la sua morte durante i tre mesi precedenti ed aveva aperto un weblog dedicato all’evento. Ha interloquito con il suo pubblico per tre mesi, prima di partire. Qualcuno l’ha preso sul serio e qualcun’altro no.
Qualcuno ha cercato di fargli cambiare idea.
E ora il suo weblog e’ ancora li’, mentre un altro weblog continua a in automatico a pubblicare articoli che l’autore aveva scritto prima di morire.
E’ triste ma anche stranamente affascinante assistere ad un cosi lucido cammino verso la morte..
Anyway…buon viaggio Ciro!


July 17th, 2005 at 0:20
Posted by Mattia in diario indiano

Oggi sono andato a fare acquisti in Spencer Plaza, l’unico centro commerciale degno di nota qui a Chennai. Sono andato nella libreria Landmark, che e’ un vero e proprio supermercato cammuffato da libreria. Ho acquistato un biglietto di auguri per Karla, una ragazza del nostro gruppo il cui compleanno cade oggi, e mi sono recato alla cassa. Cacchio era pieno di gente con uno, due, anche tre libri di Harry Potter ed ho pensato che qui le persone che possono permetterselo (in termini economici) sono soggette allo stesso lavaggio di cervello che avviene a casa nostra. Stasera, come sono solito fare, sono andato a sbirciare su sito del corriere della sera ed ho scoperto che sto benedetto libro e’ stato messo in commercio giusto ieri notte alle 0.00 spaccate. Savannah Mazda, 15 anni, e’ stata eroicamente in coda davanti ad una libreria londinese per 18 ore per essere la prima ad acquistare il libro..


July 13th, 2005 at 3:35
Posted by Mattia in diario indiano

Parlando in generale in India una persona puo’ essere o celibe/nubile o sposata. Non esistono vie di mezzo tipo divorziati o morosati. Ovviamente parlo “in generale” poiche’ ovunque le eccezioni esistono ma parlarne e’ ancora un tabu’, soprattutto nell’india del sud. Assomiglia molto al nostro suditalia di qualche lustro fa. Nel 70% dei casi o anche piu’ i matrimoni sono decisi ed attuati dalla famiglia. Per il mio collega Syed, 23 anni, mussulmano, sara’ cosi. Lo stesso dicasi per il mio vicino di casa, con il quale ho avuto una discussione di carattere religioso circa la necessita’ di coprire il volto delle donne. Il mio collega Mandeep invece, essendo indu’, sara’ piu’ fortunato: potra’ esprimere un parere circa la qualita’ della sua futura consorte e potra’ addirittura frequentarla per un periodo di circa 3/6 mesi prima del matrimonio. Che consolazione risparmiarsi la fatica di trovarsi una donna! Sapere poi che sara’ per forza quella giusta, con cui trascorrere il resto della propria vita.. Ma qui la cosa e’ perfettamente normale, non viene vista come una forzatura dato che quasi chiunque si sposa cosi’. Io invece ho cercato di spiegargli che se chiedessi a mia madre di trovarmi una moglie probabilmente mi beccherei un calcio in culo, assieme a una risposta del tipo: “Ti ho cresciuto, ti ho pagato la scuola, cibo, vestiti, hai “tettato” per 27 anni ed adesso devo anche trovarti una donna? ma va’ cammina, va’!”
I miei compagni di appartamento Bretik e Alfredo sabato e domenica scorsi sono andati a 2 matrimoni. Al primo ci sono capitati per caso. Stavano tornando da lavoro quando si sono imbattuti in questo matrimonio ed hanno cominciato a scattare foto. Subito si sono avvicinati 2 ragazzi dall’aria minacciosa chiedendo: “cosa fate qui, chi vi ha autorizzato a scattare foto?” I miei amici si son cagati nelle mutande, ma subito dopo..”Scherzo! venite, venite con noi!” E insomma hanno trascorso la giornata mangiando e bevendo come maiali e ballando in per le vie della citta’ come ospiti d’onore, ballando tra la banda e gli sposi. Sono stati trasportati in macchina ovunque; Isabel che non aveva un vestito consono e’ stata addirittura scortata a casa per cambiarsi. E non hanno accettato una singola rupia. Un fasto pazzesco, un’ ostentazione di ricchezza impreziosita dal fatto di poter vantare la presenza di stranieri bianchi. Scommetto la testa che se uno del luogo avesse cercato di infiltrarsi lo avrebbero cacciato malamente. C’e’ da dire che questo era un matrimonio di gente proveniente dal nord dell’india, dove parlando in generale sono piu’ ricchi. Alla fine che ne si puo’ concludere secondo voi? che il solo fatto di essere bianco colloca una persona ai vertici della societa’, e che gli indiani si sentono onorati di conoscere uno straniero.
Ecco quindi che i conti tornano: il discorso sulle caste ed il colore della pelle i bambini e anche gli adulti che sono felici di stringerci la mano (usanza che loro non hanno), le donne delle pulizie a trivandrum che non volevano essere fotografate con noi (probabilmente essere fotografate con noi sarebbe stato visto dalla societa’ come un tentativo di guadagnare uno status sociale che non potranno mai avere).
Chissa’. Se chiedo delucidazioni a qualcuno di loro, negano. Ma queste cose credo si possano percepire solo dall’esterno.


July 7th, 2005 at 17:57
Posted by Mattia in diario indiano

Hei gente, un mese fa ho comprato un libretto intitolato “Learn Tamil in a month”. Ok, imparare la lingua locale e’ un’impresa pressoche’ impossibile, anche altri indiani provenienti da altri stati dell’india mi hanno confermato che la lingua e’ veramente ostica. La lingua in se’ e’ una cantilena pazzesca con tutte le vocali strascicate. Insomma leggendo questo libretto ho scoperto che la lingua tamil e’ composta da 12 vocali e 18 consonanti, neanche troppe direte voi… peccato che per scrivere vengano invece usate maggiormente le voconsonanti (termine coniato in questo istante per dire vocali+consonanti), cioe’ lettere create mettendo assieme una vocale ed una consonante per un totale di 12 x 18 = 216 lettere!
Insomma una sera mi sono messo ad armeggiare cercando di mettere assieme le lettere per creare il mio nome, andando per tentativi perche’ volevo farcela da solo a tutti i costi. Appena fuori dal nostro appartamento c’erano dei marangoni autoctoni che costruivano un armadio e cosi’ ad ogni tentativo interrompevo il loro lavoro per chiedergli di leggermi la cazzata che avevo appena scritto. Dopo soli 4 tentativi finalmente ce l’ho fatta! e per farmi perdonare le continue interruzioni ho regalato ai falegnami una mezza bottiglietta di vodka avanzata da un festino, orrenda, buona solo per i gargarismi, ma per loro probabilmente significava molto perche’ ho visto i loro occhi illuminarsi alla vista della bottiglia. Rientrando in appartamento ho pensato che probabilmente si sarebbero uccisi a vicenda per quei 100 cc di pseudovodka (ho gia’ visto con che precisione fanno le dosi qui).
E alla fine ecco il mio nome: மத்தியா.
ம – maa
த் – th
தி – thi
யா – yaa
Significato: “centrale” per importanza
Il suono piu’ simile al mio nome e’ espresso dalla parola மத்திய (senza l’ultima lettera), ma mi hanno detto che non ha nessun significato in tamil. Probabilmente pensano che per me sia piu importante avere un nome significativo piuttosto che averne uno senza senso ma che suoni come il corrispettivo italiano.
Percio’ மத்தியா : Maa-tii-yaah !!!! Tamil Nadu, naaaa!

ps: provate a copiare le lettere tamil su word, giocateci un po’ per scoprire come i caratteri piu’ complessi vengano assemblati a partire da pezzi elementari.

ps2: per il papa’. Il mio amico Steven immette i caratteri cinesi tramite una piccola utility fornita con windows. Scrive il testo foneticamente (i cinesi hanno standardizzato precisamente come gli ideogrammi debbano essere scritti foneticamente usando i caratteri occidentali) e l’utility man mano che scrive gli propone una gamma di ideogrammi tra cui scegliere.


July 4th, 2005 at 2:54
Posted by Mattia in diario indiano

Durante il mese trascorso a Trivandrum non c’e’ stato un attimo di sosta. Oltre ai corsi da seguire durante il giorno c’erano anche gli esercizi per casa da svolgere dopo cena. Insomma non e’ stato facile trovare momenti liberi qualche volta neppure durante il fine settimana. Nonostante cio’ abbiamo lo stesso cercato di ottimizzare i weekends viaggiando di notte, in bus. Il bus fa perfino piu’ paura del riscio’. E’ un carroarmato che riesce a contenere un numero spropositato di persone, infatti nei giorni feriali non e’ difficile vedere i bus piegati a 45 gradi con gente appesa fuori. Oltretutto gli autisti sembrano fare completo affidamento sulla mole del mezzo percio’ viaggiano spediti, sicuri di intimorire gli altri veicoli. La cosa peggiore del bus e’ che i sedili hanno una sbarra di metallo esattamente di fronte alla faccia di quello seduto dietro, percio’ in caso di un frontale e’ praticamente impossibile evitare di disintegrarsi i denti o la faccia o comunque un pezzo di cranio. A parte cio’ anche dormire durante il viaggio e’ mooolto difficile a meno che il bus non percorra una superstrada.
Siamo comunque riusciti ad ottimizzare i momenti liberi ed a visitare, durante i weekend, le spiagge di Kovalam e Varkala, le piu’ famose in Kerala. Un altro weekend l’abbiamo passato a Kochi, un isola tipo Venezia l’architettura delle cui abitazioni porta il segno del dominio portoghese. Un’ altro weekend l’abbiamo trascorso a Munnar, un piccolo paese in montagna con vicino una riserva naturale ed un lago (artificiale credo). Le foto che avete visto sul sito del mio amico Bretislav ritraggono i bei momenti che abbiamo trascorso in queste localita’.
Per altre foto assurde scattate durante le nostre peregrinazioni, visitate l’album del mio coinquilino Steven fraccando il bottone >QUI<
Tra l’altro ho aggiunto il link al suo blog nella lista dei “siti amici”. Visitatelo spesso in quanto e’ un diario delle nostre giornate in india, e lasciategli qualche messaggio per premiare i suoi sforzi, visto che riesce ad aggiornarlo quasi quotidianamente! Sabato scorso era il suo compleanno, abbiamo festeggiato in appartamento, e gli abbiamo fatto fare una torta con su scritto “buon compleanno” in Tamil, la lingua locale, il suo nome invece l’abbiamo scritto con i caratteri occidentali per non spaventare ulteriormente i partecipanti alla festa..