September 25th, 2006 at 13:35
Posted by Mattia in attualita',diario indiano,riflettiamo

Traduco circa pari-pari un articolo apparso oggi su “The Times of India”:

“Quattro donne appena sposate sono state uccise negli ultimi due giorni per motivi di dote nel distretto di Manipuri (Uttar Pradesh), riporta la polizia.
Kamini (18 anni) e’ stata uccisa domenica dai suoceri nel villaggio di Bhadehi, quando la famiglia della ragazza non ha pagato la richiesta della dote.
In un incidente simile Ranjana (26) e’ stata strangolata a morte mentre Nidhi e’ stata accoltellata da suo marito, nel villaggio di Etora.
Nel villaggio di Bak Anju e’ stata impiccata, appesa al soffitto di casa sua.
La polizia ha registrato questi casi come “morti per dote”, e riporta che nessun arresto e’ stato finora effettuato per nessuno di questi casi.”

..e non verra’ neanche effettuato – aggiungo io!


March 2nd, 2006 at 13:15
Posted by Mattia in diario indiano,riflettiamo

Ieri mattina, come al solito, mi sono recato a lavoro attorno alle 9. Sembrava una giornata come le altre e non ho notato niente di strano. La sera tornando a casa il portiere mi comunica che il portiere della casa attaccata alla nostra si e’ suicidato. Chiedo ulteriori spiegazioni e mi dice che la polizia era giunta sul posto la mattina stessa, poco dopo la mia partenza per l’ufficio. Mi chiedo se l’abbiano fatto apposta di aspettare che me ne andassi, per non creare troppo scompiglio.
Il motivo dell’accaduto?? 40 euro al mese per mantenere se stesso, moglie e 4 figlie.
Ma piuttosto mi chiedo se i vicini di casa riusciranno a convincere i propri figli (due ragazzini minorenni) che il guardiano non si e’ ammazzato perche’ lo pagavano troppo poco..


February 17th, 2006 at 6:23
Posted by Mattia in riflettiamo

Oggi sul sul sito del Corriere della Sera si legge un articolo che commenta il video del kamikaze felice. L’articolista commenta, quasi scandalizzato:

Sul volto c’è il sorriso, è ilare. Il mujahed sembra andare ad una festa piuttosto che incamminarsi sulla via del «martirio».

Ma ci mancherebbe altro che fosse triste dico io! Prima di tutto questo qua e’ convinto di fare la volonta’ del Signore, ed in secondo luogo e’ certo di essere a pochi minuti dal paradiso!


February 16th, 2006 at 8:27
Posted by Mattia in diario indiano,riflettiamo

Un paio di giorni fa un collega ha spedito un messaggio in broadcast perche’ necessitava di 5 unita’ di sangue O+ per suo zio, il quale avrebbe dovuto subire un operazione al cuore. Io ho risposto all’appello e mi sono recato alla clinica per il prelievo. Non sapevo chi fosse sto collega e ci siamo conosciuti direttamente li’ in ospedale. Oggi l’ho incontrato di nuovo ed ha insistito per offrirmi un caffe’, io gli ho spiegato che di solito la donazione di sangue viene fatta in via anonima proprio per evitare che la persona che riceve il favore si senta in dovere nei confronti dei donatori. Lui non ha commentato, mi ha solo detto che suo zio non ci credeva quando gli ha detto che i donatori erano tutti colleghi. Ma qui c’e’ carenza di sangue.. e’ una fortuna che lavori in un ufficio con 300 dipendenti, c’e’ stata una pronta risposta all’appello e lo zio e’ stato operato subito, ma che avrebbe fatto altrimenti?


October 25th, 2005 at 14:44
Posted by Mattia in riflettiamo

A professor stood before his Philosophy 101 class and had some items in front of him. When the class began, wordlessly, he picked up a very large
and empty mayonnaise jar and proceeded to fill it with golf balls. He then asked the students if the jar was full? They agreed that it was.

So the professor then picked up a box of pebbles and poured them into the jar. He shook the jar lightly. The pebbles, of course, rolled into the
open areas between the golf balls. He then asked the students again if the jar was full. They agreed it was.

The professor picked up a box of sand and poured it into the jar. Of course, the sand filled up everything else. He then asked once more if the jar was full. The students responded with a unanimous – – yes.

The professor then produced two cans of beer from under the table and proceeded to pour the entire contents in! to the jar effectively filling the empty space between the sand. The students laughed.

“Now,” said the professor, as the laughter subsided, “I want you to recognize that this jar represents your life. The golf balls are the important things – – your family, your partner, your health, your children, your friends, your favorite passions – – things that if everything else was lost and only they remained, your life would still be full.”

“The pebbles are the other things that matter like your job, your house, your car. The sand is everything else – – the small stuff.”

“If you put the sand into the jar first,” he continued, “there is no room for the pebbles or the golf balls. The same goes for your life. If you spend all your time and energy on the small stuff, you will never have room for the things that are important to you. Pay attention to the things that are critical to your happiness. Play with your children. Take time to get medical checkups. Take your partner out dancing. Play another 18. There will always be time to go to work, clean the house, give a dinner party and fix the disposal.”

“Take care of the golf balls first – – the things that really matter. Set your priorities. The rest is just sand.”

One of the students raised her hand and inquired what the beer represented?????

The professor smiled. “I’m glad you asked. It just goes to show you that no matter how full your life may seem, there’s always room for a couple of beers.”


July 20th, 2005 at 14:15
Posted by Mattia in riflettiamo

Qualcuno di voi l’avra’ letto su qualche giornale, forse in Italia il telegiornale ne ha dato notizia, o forse no, per evitare fenomeni di emulazione.
Ciro Milani, 26 anni, informatico si e’ tolto la vita l’11 di questo mese. Notizia di cronaca, ma essendo un mio coetaneo ed anche informatico mi sono sentito particolarmente vicino alla vicenda.
Tragico e’ stato scoprire che Ciro aveva accuratamente pianificato la sua morte durante i tre mesi precedenti ed aveva aperto un weblog dedicato all’evento. Ha interloquito con il suo pubblico per tre mesi, prima di partire. Qualcuno l’ha preso sul serio e qualcun’altro no.
Qualcuno ha cercato di fargli cambiare idea.
E ora il suo weblog e’ ancora li’, mentre un altro weblog continua a in automatico a pubblicare articoli che l’autore aveva scritto prima di morire.
E’ triste ma anche stranamente affascinante assistere ad un cosi lucido cammino verso la morte..
Anyway…buon viaggio Ciro!