July 27th, 2007 at 20:29
Posted by Mattia in diario indiano

Oggi ho trovato un post su Youtube che mi mandava su questo sito. E’ il sito di un disperato che per fare soldi ha promesso di tagliarsi un dito al raggiungimento di 5000$ in donazioni. Dice di essere a corto di denaro e spera che il dottore gli riattacchi il dito dopo esserselo tagliato e messo le foto su internet per far contenti gli interessati.

Non so che dire.. mi auguro solo che sia l’ennesima bufala per fregare qualche utente idiota.


July 3rd, 2007 at 22:17
Posted by Mattia in diario indiano

SivajiDal 15 giugno nelle sale cinematografiche del tamil nadu non c’e’ posto per nessun altro.. Sivaji li sta spazzando via tutti! Ultima fatica del nostro idolatrato Rajinikanth, Sivaji e’in assoluto il film piu’ costoso mai prodotto in India. Il precedente film, Chandramuki, ha chiuso i battenti con 804 giorni di proiezione consecutivi..

questo per darvi un’idea delle proporzioni del fenomeno Rajinikanth!

Inutile aggiungere che per accaparrarsi un paio di biglietti bisognera aspettare almeno un mesetto, ad ogni modo non posso

perdermelo per nulla al mondo.. ho sentito che stavolta ci saranno di quelle

cose al limite del impossibile!

(mi scuso per il maledetto problema di allineamento del testo, che mi assilla da

mesi ormai e che non so come risolvere..)


April 26th, 2007 at 14:56
Posted by Mattia in cucina,diario indiano

No cilantroIn questo periodo mi son messo a far ricerche online nella speranza di trovare qualche ricetta nuova. La cucina indiana fa uso massiccio di coriandolo, non solo dei semi ma delle foglie.

Da quanto ne sò i semi sono utilizzati anche da noi, pestati con altre spezie, soprattutto per aromatizzare le carni da grigliare. Non credo di avere invece mai incontrato un piatto italiano che faccia uso delle foglie di coriandolo.

Anche mio papà, che possiede una conoscenza più vasta della mia in materia, sembrava piuttosto incuriosito quando gli ho riferito che in India mettono sto coriandolo dappertutto.

Ricordo in maniera non particolarmente piacevole il primo impatto col cibomindiano. Non sono mai stato uno dal palato difficile però mi ricordo di aver rimpianto parecchio la buona vecchia cucina mediterranea i primi mesi. Mi sembrava che tutti i piatti avessero più o meno lo stesso sapore e mi chiedevo che cosa ci fosse di così speciale in questa cucina osannata in tutto il mondo.

Ricordo anche quando ho telefonato la prima volta al mio amico Loris, con il quale parlo spesso di cucina, e mi chiedeva come fossero le prelibatezze indiane. Io gli risposi che sarei tornato a casa gattonando sui ceci solo per poter mangiarmi una pastasciutta.

Però ora forse ho scoperto cosa rende monotona questa cucina: l’uso massiccio di spezie ed in particolare del coriandolo.

Il coriandolo fresco, chiamato anche cilantro, sembra avere un’ampia schiera di detrattori, visitate ihatecilantro.com per farvi un’idea. Sembra che si tratti di una spezia che o si odia o si ama. Molti dicono che sappia di sapone o di capelli di bambola. Altri dicono che dà un tocco magico alle zuppe. Io non so in che categoria cado, visto che dopo un po’ inevitabilmente ci si abitua.. però sono più propenso a credere che sia una schifezza, primo per via delle mie esperienze passate col cibo indiano e secondo perchè -dico io- ci sarà pur un motivo perchè in Italia non si usa, no?


February 1st, 2007 at 21:33
Posted by Mattia in diario indiano

Per qualche giorno lascio il sito privo della solita veste grafica perche’ sto facendo l’upgrade a WordPress 2.1 e non ho tempo di configurare tutto perche’ sto fine settimana saro’ via per un matrimonio di una coppia di colleghi mussulmani. Non so neache come devo vestirmi per l’occasione ma ho il vago sospetto che cappellero’ di brutto… poi magari al matrimonio tutti si prostreranno in preghiera e io come un mona in piedi… poi diranno tante preghiere in arabo e io zitto e mosca… senza contare che con alta probabilita’ saro’ l’unico bianco occidentale pervertito senzadio infedele traditore nondellanostracultura…
Mi piacerebbe sapere se ci sara’ almeno un povero indu’ spaesato come me, che mal che vada poi andiamo a farci una birra assieme!
Vi faro’ sapere comunque.


January 15th, 2007 at 17:02
Posted by Mattia in diario indiano

L’unica regola che regola il traffico indiano e’: non fermare il flusso.
Questo significa, ad esempio, che rispettare il semaforo rosso e’ in molti casi un optional. I semafori non sono localizzati, come da noi, prima dell’incrocio bensi’ dopo, dimodoche’ i veicoli possano protrarsi il piu’ possibile in avanti e vedere allo stesso tempo il semaforo. Per ottimizzare questo flusso e’ importante che le dimensioni dei veicoli che percorrono la strada sia eterogeneo.. per quanto un vaso sia pieno ci sara’ sempre spazio per un granello di sabbia (qualcuno ricordera’ a proposito uno dei miei precedenti post).
Per affrontare il traffico il veicolo piu’ adeguato e’ la moto, di solito sono 100cc a 4 tempi: ciucciano pochissimo (dai 50 ai 100 km/litro) e permettono di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza. L’inconveniente e’ che si trovano ai livelli piu’ bassi della gerarchia stradale (dove la massa vince), molto piu’ in basso di camion ed autobus. Questi ultimi decidono chi passa e chi no, ma i coraggiosi motociclisti non si arrendono e si intrufolano coraggiosamente nei buchi piu’ improbabili nella speranza di guadagnare secondi preziosi per arrivare a casa in tempo per il risotto. Capitano quindi situazioni che normalmente farebbero rabbrividire, come trovarsi impaninati tra due autobus, con un camion di bombole di gas davanti ed un’autocisterna dietro, immediatamente preceduti da un provvidenziale riscio’ che aiuta a mantenere la distanza tra i 4 colossi attorno.
Alcune volte pero’ la regola di far fluire il traffico ad ogni costo genera nefande conseguenze, come i micidiali deadlock,situazioni di stallo che richiedono l’intervento di un vigile urbano. Per farvi capire di cosa si tratta si veda il primo -comune- esempio: due code di veicoli provenienti da direzioni opposte che cercano di girare. Si tratta di qualcosa che probabilmente abbiamo gia’ visto anche da noi. Quello che non abbiamo mai visto e’ questo, dove le moto si dissociano invadono la corsia opposta per rientrare nella corsia corretta non appena ce ne sia la possibilita’!
Con questo concludo ma vi lascio ad un filmatino che abbiamo ripreso il primo dell’anno sul lungomare di Chennai.
Dalle facce dei passanti noterete la serenita’ d’animo con cui questa gente affrontail traffico quotidiano..
vi renderete conto che e’ lo stesso approccio con cui affrontano la vita stessa.


December 26th, 2006 at 11:58
Posted by Mattia in diario indiano

tcs-poll.PNGNonostante la ditta l’abbia ampiamente propagandato durante gli ultimi mesi, Mighty, il repositorio ad uso interno di elementi riusabili quali codice e tools, non sembra aver riscosso chissa’ che successo..
Considerando che la ditta conta qualcosa come 70000 associati ed il sondaggio effettuato riporta che il 70% di loro non sa cosa sia sto Mighty, l’unica cosa che ne desumo e’ che -nonostante gli sforzi nel promuovere una cultura aziendale di mutua collaborazione e knowledge sharing- probabilmente ognuno di loro pensa ancora ai cazzi suoi e a quanto gli entrera’ in saccoccia a fine mese.
Un pelo deprimente, non trovate?