March 31st, 2007 at 23:36
Posted by Mattia in politica

Ho rubato questo articolo dal blog di Davide Auteri, che ha a sua volta copiato dai Blog di Antonio Di Pietro e di Beppe Grillo. Non conosco l’autore ma grazie al suo articolo mi sono fatto un idea su il “semplice” meccanismo delle scatole cinesi, che nessuno mi aveva mai spiegato.

Le scatole cinesi sono un artifizio finanziario che consente, attraverso una struttura a piramide di società sempre più piccole, di controllare grandi gruppi con il minimo investimento di capitali.
Un meccanismo perverso che si è affermato in Italia con la scomparsa degli industriali, quelli che avevano i soldi per intenderci, e l’affermarsi dei finanzieri, quelli che li chiedono a terzi e indebitano le aziende controllate.

Le scatole cinesi possono avere effetti catastrofici sullo sviluppo delle aziende, permettono infatti di ottenere il totale controllo con un possesso marginale del capitale azionario, spesso ad una sola cifra.
Il massimo del controllo attraverso una minima proprietà ha di solito come conseguenza l’incapacità di sostenere lo sviluppo.
Una situazione definita spesso come capitalisti senza capitali.

Le scatole cinesi permettono di sottrarre il controllo delle società quotate in borsa agli azionisti. Infatti, nella lunga catena delle scatole cinesi, la società al vertice, quella che alla fine decide, spesso non è quotata e quindi totalmente blindata verso partecipazioni di terzi.
Le scatole cinesi tendono a portare verso l’alto i profitti dei gruppi controllati che vengono impossibilitati a confrontarsi con la concorrenza per mancanza di investimenti e perdono valore nel tempo.

Ma chi paga? Il solito parco buoi dei piccoli investitori che, se sommati, posseggono la quota di maggioranza della società, senza però alcuna autorità sulle scelte manageriali.

Ecco un ottimo esempio di scatola cinese:

quanto possiede il presidente di Telecom Italia, azienda in costante declino, con un debito pari al PIL di molti Paesi e con un titolo che ha perso quasi la metà del suo valore dal 2001?
Pensate un attimo prima di leggere: quanto credete che sia la proprietà di Telecom del tronchetto dell’infelicità (cosi come Grillo ama chiamare il presidente della Telecom, Marco Tronchetti)
Pensato? Beh, è meno!
E’ un pochino di più dello 0,8%.

Infatti, seguitemi, mi rendo conto che non è facile per persone sane di mente:
– Marco Tronchetti Provera & C a.p.a. possiede il 61,48% di Gruppo Partecipazioni Industriali (GPI)
– GPI possiede il 50,18% di Camfin
– Camfin possiede il 25,36% di Pirelli
– Pirelli possiede il 57,7% di Olimpia
– Olimpia possiede il 18% di Telecom Italia.

Calcoliamo il totale:

0.6148 * 0.5018 * 0.2536 * 0.577 * 0.18 = 0.008 circa

Cioe’ lo 0.8% di cui sopra.

Con meno dell’uno per cento l’Industriale governa uno dei più grossi gruppi italiani.


2 Responses to “Scatole cinesi”

  1. 1
    silvana Said: @14:49 

    non ho capito un cazzo! che sia una persona sana di mente?

  2. 2
    Mascio Said: @12:58 

    Auguri di buona Pasqua Mattia, ci si sente su Skype mentre scrivo la tesi:))) CIAO.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a comment